Cum Grano Salis: il blog di paolino — economia, politica e tutto il resto…

Due interessanti note a pié di pagina

Ho tro­vato, spul­ciando, questo:

Le per­sone sono libere anche quando la pro­prietà che acqui­si­scono senza l’uso della forza, dell’imbroglio o del furto, è pro­tetta dall’invasione fisica di altri ed essi sono liberi di usare, scam­biare o donare la loro pro­prietà fin­tanto che le loro azioni non vio­lano i mede­simi diritti altrui.  Un indice di libertà dovrebbe anche misu­rare fino a che punto la pro­prietà giu­sta­mente acqui­sita è pro­tetta e le per­sone sono coin­volte in tran­sa­zioni che hanno scelto.

James Gwart­ney and Robert Law­son et al.

E anche questo:

Sto­ri­ca­mente, la parola «capi­ta­li­smo» ha signi­fi­cato non la libertà del mer­cato, ma un capi­ta­li­smo di rac­co­man­da­zione — cioè la col­lu­sione tra l’impresa e lo Stato a spese dei con­su­ma­tori e dei lavo­ra­tori. Per que­sto motivo rifiu­tiamo la parola «capi­ta­li­smo» per descri­vere ciò che auspi­chiamo: la libertà della per­sona in tutti i sensi e mer­cati liberi e com­pe­ti­tivi. Noi cre­diamo che quello che abbiamo oggi SIA capi­ta­li­smo — e ci oppo­niamo ad esso.

Shel­don Richman

Quanto mi pia­ce­rebbe che seguisse dibat­tito… :D

 
  • e non la voglia manca, ma il tempo, pei dibat­titi pon­de­rosi. prima o poi lo si tro­verà, brother.

  • Que­ste due affer­ma­zioni, e in par­ti­co­lar modo la seconda, orbi­tano intorno alla mia per­so­nale uto­pia sociale.

    Nasco di sini­stra, ma cre­scendo ho dato qual­che colpo egoi­stico e capi­ta­li­sta al mar­xi­smo puro (bello, ma solo in teo­ria).
    Il risul­tato è che auspico la pro­prietà pri­vata e una ric­chezza più dif­fusa, ma non la com­pleta omogeinizzazione.

    Mi piace l’impresa pri­vata, ma sento neces­sa­rio il con­trollo sta­tale (sarà che ho una visione molto pes­si­mi­stica dell’uomo, ma non mi fido di una cosa che è lasciata com­ple­ta­mente in mano a delle per­sone che hanno come mira il pro­fitto).
    In gene­rale trovo fon­da­men­tale il ruolo dello stato nell’economia e cono­sco bene la dif­fe­renza tra gli obiet­tivi eco­no­mici degli enti pub­blici (il pareg­gio di bilan­cio) e quelli dei pri­vati (il pro­fitto) e per que­sto sono a favore delle distin­zioni tra i due.

    Trovo infine, che a qua­lun­que livello il libero mer­cato puro non è auspi­ca­bile.
    Le per­sone adot­te­ranno ogni tec­nica (e soprat­tutto quelle scor­rette) per pre­va­lere. E’ fon­da­men­tale che ci sia lo stato a vigi­lare e a impe­dire agli uomini di fare quello che sanno fare meglio: fre­gare il pros­simo.
    :-D

    Mario l.

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