Il mio mondo perfetto
Voglio raccontarvi il mondo ideale che ho in testa, anche rispetto a quel che è successo al post precedente. E' un mondo immaginario, un'utopia. Ma è il mondo che mi piacerebbe. Se la cosa vi disturba, mi dispiace sinceramente, ma aspetto una proposta di mondo migliore.
Il mio mondo immaginario preferito è un posto che si chiama Caroplania. E' un paese costiero, si affaccia sul mare a sud, e fatta eccezione per un corridoio di poche centinaia di chilometri a ovest, è circondato da alti monti. Dalla catena montuosa degli Spaichi, con la vetta più alta il Monte Barbazio a nordest, il paesaggio degrada prima in colline e poi in una vasta pianura fino al mare. I fiumi principali sono tre, il Danasio, il Rubione e l'Alcinedo. Il Danasio sorge dal Monte Rando, negli Spaichi occidentali. Scende verso sud fino alla città di Clidaia, poi piega deciso a ponente ed attraverso il largo corridoio pianeggiante esce dalla Caroplania per attraversare il paese confinante, il Plinghi. Il Rubione sgorga dagli Spaichi centrali, mentre l'Alcinedo da quelli orientali. Entrambi scorrono, per così dire, diagonalmente, fino a incontrarsi e proseguire insieme verso sud. Visti dall'alto, con il classico orientamento "nord in su, sud in giù", i fiumi formano come una lettera Y. E' per pura convenzione che diciamo che il Rubione è un affluente dell'Alcinedo. Potrebbe tranquillamente essere il contrario, a vedere i progetti originali. L'Alcinedo sfocia dal centro della costa meridionale del paese nel mare. Alla foce dell'Alcinedo sorge la principale città caroplana: Musarchi.
I caroplani sono un popolo generoso e gentile. Hanno gran cura della cultura, dell'educazione, dell'arte e delle scienze. La cosa strabiliante dei caroplani è che sono così per un accidente del caso, sapientemente guidato da nessuno. La cosa ancor più strana è che, complessivamente, sarebbero entusiasti del loro modo d'essere anche avessero qualunque altra combinazione di valori.
Lo stato di Caroplania è lo stato più democratico del mondo. La maggioranza vince sempre. E' uno stato capitalista nel senso più puro e ideale del termine.
Nel centro storico di Musarchi c'è un palazzo, tra gli altri. In questo palazzo tra gli altri, c'è una porticina, e dietro questa porticina c'è un circolo. Un circolo nel senso di un locale dove si beve la birra, si fa musica, ci si diverte, e si fa cultura. Dentro questo circolo ci lavorano delle persone contente e felici, di fare quello che loro considerano uno dei lavori più belli del mondo. E così ci passano del tempo, ci spendono fatica, e soldi e risorse, si inventano eventi, spillano birra, fanno aggregazione. Come fanno? Lo fanno essendo persone carine, che creano dal nulla ricchezza, partendo da meno ricchezza. Creano una ricchezza di quartiere, di cultura, di alternativa condivisa. Creano quella ricchezza che è un posto di aggregazione, di serate con la birra a parlare di politica o di musica o di matematica. Lo fanno come persone, perché sanno che il debole governo di Caroplania non ha né l'intenzione né i mezzi di farlo. E allora, investono. Investono il loro tempo e le loro abilità e il loro entusiasmo. E creano ricchezza. Che si spendono, che scambiano con serate belle e approfondimento. E questo, senza guadagnarci un soldo, loro. Guadagnano piuttosto in valore umano, morale, culturale e politico, loro e quelli che stanno lì intorno. Perché non è il guadagno, la vera ricchezza: è questa ricchezza che producono, piuttosto, il vero guadagno.
Ma questo, ovviamente, succede solo nel capitalista mondo immaginario di Caroplania.
O no?
Potrebbe anche piacerti:
