Cum Grano Salis: il blog di paolino — economia, politica e tutto il resto…

Just for fun

Lo so, me le cerco. Ma il gioco dia­let­tico mi piace, spe­cie quando è con per­sone intel­li­genti e che si sfor­zan d’essere irri­ve­renti e supe­riori senza però esserne capaci. Pro­messo, a un certo punto smetto. Però per ora lascia­temi giocare.

Lascia­temi gio­care me ton skep­ti­kòn. La prima cosa che devo fare, però, è chie­der­gli scusa: è ine­du­cato par­lar di qual­cuno e non far­glielo sapere. A mia par­ziale giu­sti­fi­ca­zione, si dica che ho scritto del bian­co­ni­glio in treno, ripro­met­ten­domi poi di lasciare un com­mento o un link a lui. Buone inten­zioni sopraf­fatte da impe­gni e vita nor­male. Ancora, mi scuso. Mi scuso del fatto che abbia saputo del post prima da un trol­leg­giante odioso, che passa per il suo (e imma­gino a que­sto punto anche per il mio) blog, sapendo di non essere gra­dito. Mi chiedo, skep­ti­kos, chi sia que­sto losco per­so­nag­gio. Non ho tro­vato il com­mento che mi indica, spero tu vor­rai indicarmelo.

Bene, spero di aver appia­nata que­sta imba­raz­zante man­canza. Ora giochiamo.

Gio­chiamo, con­fron­tia­moci, par­liamo. Spero che tu sia, mal­grado tutto, ancora dispo­sto a gio­care con me al gioco del dibat­tito. Giust’anche solo per farmi capire bene dov’è, o dove sarebbe, la tua ragione. Spero di riu­scire a mostrarti la mia.

Non mi cono­sci, lo dici, e io non cono­sco te. Ho di te letto altrove, e da te letto sul tuo blog. Di certo, que­sto non basta a capire di una per­sona né di quel che pensa, né delle sue con­vin­zioni né dei motivi d’esse. Mi sem­bra neces­sa­rio dun­que pre­sen­tarci, mi per­metto di farlo per primo. Mi auguro che ti serva, il cono­scermi sep­pur in parte, quella pic­cola parte di cui posso dirti qui e che lascia molto, forse troppo, non detto, ad evi­tare d’ora innanzi quei gros­so­lani errori di giu­di­zio che hai com­messo fino ad oggi.

Sono lau­reato in scienze, infor­ma­tica per la pre­ci­sione, con una tesi sui sistemi distri­buiti ad alte pre­sta­zioni. Ho lavo­rato diverse volte nella ricerca medica, scri­vendo soft­ware di gestione e di ana­lisi dei dati per inda­gini a sin­golo cieco e dop­pio cieco, soprat­tutto (ma non solo) nell’ambito della car­dio­lo­gia. Sono figlio di due medici plu­ri­spe­cia­li­sti; il papà, in par­ti­co­lare, si è occu­pato tra le altre cose di ricerca, tra­lal­tro a Irvine e Stan­ford. Per quanto la gene­tica non com­prenda la men­ta­lità, la meme­tica pro­ba­bil­mente sì (o anche credi che l’ambiente non abbia rile­vanza nella for­ma­zione di un indi­vi­duo per­ché le varia­bili non sono quan­ti­fi­ca­bili?) . Per lo stesso motivo, mi sento di dirti che vivo con la mia ado­rata com­pa­gna, fisico nucleare che si occupa oggi di radioat­ti­vità sia ope­ra­ti­va­mente che come ambito di ricerca (la radioe­co­lo­gia) per un’importante azienda ita­liana di ener­gia. Il mio mestiere è fare l’analista di pro­getto e l’analista di sistema per diversi clienti della società per cui lavoro. Posso dirti che mi occupo di ana­lisi e gestione del carico di pro­du­zione di una mul­ti­na­zio­nale di elet­tro­nica e di gestione ed ana­lisi della piat­ta­forma di bio­in­for­ma­tica per una società di ricerca geno­mica, tra le altre cose. Un’altra cosa di cui mi occupo, da più di dieci anni, è la divul­ga­zione scientifica.

Tutto que­sto per dirti che se, come mi par di aver letto, mi con­si­deri un cre­dente dog­ma­tico e ristretto, hai sba­gliato di grosso. E ti stu­pirò forse ancor di più dicen­doti che se ti fossi distur­bato tanto da andare a leg­gerti qualcos’altro sul mio, o sui miei blog (oltre a que­sto, c’è anche divul­ga­zia) avre­sti sco­perto che sono con­tra­rio agli imbro­gli delle medi­cine alter­na­tive e in gene­rale di men­ta­lità aperta a molto, dal capi­ta­li­smo al nucleare. Ma non voglio farti una colpa della tua impul­si­vità. Voglio piut­to­sto par­lare con te di scienza e di logica.

Skep­ti­kos caro, non con­fon­derti: se tu «con­te­stavi le idio­zie» alle ele­men­tari  –e da allora forse non hai miglio­rato quest’arte, con­ti­nuando a cer­care di farlo con gravi errori di ragio­na­mento che mascheri per sapienza– io almeno dal liceo distin­guo un sil­lo­gi­smo eri­stico dall’odore. Ecco quindi come vor­rei ria­na­liz­zare i due ragio­na­menti, il mio ed il tuo, rispetto a quello che ho sem­pli­fi­ca­ta­mente chia­mato pro­blema dell’implica. Bam­bino mio, non ho ancora avuto il pia­cere di sapere chi sei e cosa sai, ma spero che un con­te­sta­tore di idio­zie rie­sca a leg­gere un po’ di for­ma­li­smo. Ci provo.

Par­tiamo dalle for­mule: . Que­sto vuol dire che dal fatto che «Se ho le prove che una sostanza cura una malat­tia allora è una medi­cina» posso rica­vare solo che «non ho le prove che una sostanza curi le malat­tie, o se ho que­ste prove la sostanza è una medi­cina». Non c’entrano le vac­che volanti, i dogmi e le opi­nioni di asso­lu­tezza. E’ logica del prim’ordine, si fa al primo anno. Appli­cata al nostro caso, si chiama, e ben lo sai, tanto che dopo aver smon­tato le idio­zie ti ci ritrovi, fal­si­fi­ca­bi­lità della scienza.

Orbene. Ti dirò a que­sto punto che siamo d’accordo sull’omeopatia. Chiun­que pro­ponga fan­to­ma­ti­che acque con memo­ria o simili andrebbe rin­chiuso, o almeno radiato dall’albo. Meno d’accordo, però, sono sull’agopuntura: A.J. Vic­kers sul Jour­nal of the Royal Society of Medi­cine mostra una cor­re­la­zione signi­fi­ca­tiva tra l’agopuntura e l’antiemesi, per citare il primo che ho tro­vato. Stai attento alla logica, però: un caso posi­tivo vuol dire che almeno in un caso fun­ziona. Non che fun­ziona in tutti. Ana­lo­ga­mente, quando dici che come tera­pia del dolore l’agopuntura è sta­ti­sti­ca­mente equi­va­lente al pla­cebo, beh vuol dire due cose: vuol dire che l’agopuntura è un buon pla­cebo, il che di per sé è impor­tante, e vuol dire che nel trat­ta­mento del dolore non fun­ziona meglio del pla­cebo. Non, in asso­luto non fun­ziona meglio del placebo.

Skep­tike, cre­dimi. Non ho mai voluto ergermi a pala­dino delle medi­cine alter­na­tive. Degli impia­stri tro­glo­di­tici e delle danze scia­ma­ni­che. Ma credo che quando si dice che la scienza ha una visione occi­den­ta­li­stica della realtà, credo si intenda che l’approccio alla realtà del fare scienza come lo cono­sciamo sia (ed effet­ti­va­mente è) estre­ma­mente occi­den­tale. Ari­sto­te­lico. Pita­go­rico e Cri­stiano. Met­tila come vuoi. Il rischio che corri, con i tuoi alti lai con­tro la sofi­sti­ca­zione, le grida al ciar­la­tano e gli stre­piti razio­nali, è di tra­scen­dere dalla realtà. Sai, bam­bino mio, la scienza è sem­pli­fi­ca­zione. Non è la realtà: è una pro­ie­zione ana­li­tica e spez­zet­tata della realtà, del mondo. E se pensi che la medi­cina, per di più, sia una scienza, beh… Non hai capito un bel niente. La medi­cina è, qua­lun­que medico in coscienza te lo dirà, molto più simile all’alchimia che alla scienza. Il paziente si cura con un po’ di que­sto, poi un po’ di quello, poi riva­lu­tiamo, poi fac­ciamo le ana­lisi, poi cam­biamo medi­cina, ah no peg­giora, allora tor­niamo a quella di prima e aggiun­giamo qualcos’altro. Non a caso, sia chiaro. Con una logica die­tro. Ma la sola logica non basta. E si va avanti così fin­ché il paziente gua­ri­sce o muore.

E se i meri­diani non hanno senso, o il fluido vitale, o quello che vuoi, non è detto che la pra­tica che ci sta die­tro sia sba­gliata. Uno stre­gone sosterrà che nella pelle dell’albero che piange si trova la forza della dea tra­dita dalla sorella della seconda stella a destra che fu tra­mu­tata in albero per poter pian­gere la morte di poro­si­firo il fauno fatato o qua­lun­que altra sto­ria insen­sata. Poi arrivi tu e mi dici, la sali­cina. Certo, ma l’effetto non cam­bia. E’ solo sintassi.

Per­do­nami, skep­tike, se ho mesco­lato gli argo­menti, se sono stato con­fuso. Non tutti però, lo sai, sono abili come te ad usare le parole.

Ti bacio

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  1. Bian­co­ni­glio
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  • «Sai, bam­bino mio, la scienza è sem­pli­fi­ca­zione. Non è la realtà: è una pro­ie­zione ana­li­tica e spez­zet­tata della realtà, del mondo.»

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    Rela­zione a cosa? Ti chiederai…

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