Cum Grano Salis: il blog di paolino — economia, politica e tutto il resto…

La vostra crisi noi la paghiamo… 1

Oh bene. Oggi la divul­ga­zia di oggi parla di crisi.
Non di crisi mistica, eh. Oh di crisi dei valori o di «siamo in crisi, forse ci lasciamo». No. Par­liamo di Crisi quella con la ci grande. Eh! Ma c’è la Crisi! Ecco, quella crisi lì.

Per­ché la domanda è: ma cos’è sta crisi? E come è suc­cessa, che ci siamo distratti un attimo e sbang ecco la crisi? E Per­ché? Insomma tutte que­ste cose qui, che come al solito, dob­biamo andare con ordine e comin­ciare dal principio.

Dun­que. Il prin­ci­pio è tanti anni fa. In prin­ci­pio c’erano gli Inve­sti­tori. Gli inve­sti­tori è gente che ci ha un sacco di soldi. Que­sti soldi in realtà li hanno grandi isti­tu­zioni finan­zia­rie, tipo i fondi pen­sio­ni­stici, le com­pa­gnie di assi­cu­ra­zioni, robe così insomma. Robe che ci hanno un sacco di soldi e li devono far frut­tare. Que­sti sono gli Inve­sti­tori. Tanti anni fa quindi, ci erano que­sti inve­sti­tori e i loro miliardi di soldi. E gli inve­sti­tori cer­ca­vano di fare buoni inve­sti­menti. Un buon inve­sti­mento è un inve­sti­mento che fa fare tanti soldi con poco rischio, per semplificare.

Ecco che nor­mal­mente que­sti inve­sti­tori com­pra­vano buoni del tesoro e robe così dalla banca cen­trale. La banca cen­trale ha il van­tag­gio di dare sicu­rezza agli inve­sti­tori: non è che fal­li­sca la Fede­ral Reserve, per dire, tutti i giorni. Quindi è un buon inve­sti­mento, se paga a sufficienza.

Il fatto è che la banca nazio­nale deve fare il suo lavoro di banca nazio­nale, e quando c’è stato il crollo della new eco­nomy e poi l’undici set­tem­bre, la Fede­ral Reserve ha abbas­sato i tassi a tipo l’uno percento.

Avere i tassi bassi com­porta che gli inve­sti­tori non hanno un buon ritorno: l’uno per­cento è poco. D’altra parte, pos­siamo cono­scere dei nuovi per­so­naggi di que­sta nostra sto­ria: le banche.

Le ban­che, ora che il costo del denaro è basso, pos­sono pren­dere i soldi in pre­stito dalla Fede­ral Reserve a solo l’uno per­cento di costo. E quindi pos­sono far girare un sacco di soldi. L’accesso al cre­dito diventa faci­lis­simo e le ban­che gio­cano il gioco di pre­stare i soldi per fare leverage.

Il leve­rage è un trucco che puzza di magico: fun­ziona così. Ci sono moi­she e samuel di monio­va­diana memo­ria ke hanno deci­mila dolla. Kve­sti deci­mila dolla moshe e samuel com­pra uno fagone di sca­tole di tonno per man­gia. Poi moi­she e samuel fende tonno kon unde­ci­mila dolla e gva­da­gna mille dolla. Buono affare. Moi­she e samuel kon­tenti. Ora samuel e moi­she ha più migliore idea: loro va di banko con deci­mile dolla, ci kiede a banko novi­cen­to­no­van­ti­mile dolla di pre­sta. Banko pre­sta e moi­she e samuel ora ci ha uno milione di dolla. Lui kom­pra cento fagoni di tonno per fen­dere kom­prare fen­dere kom­prare. Kve­sti cento fagoni loro vende con milio­no­cen­to­mi­la­dolla. Nove­cen­to­no­van­ta­mile ridà di banka. Altri deci­mila a banka di inte­resso, uno pir­cento. Resta cen­to­mile dolla, meno deci­mila ke moi­she e samuel ci aveva rigi­nali di ini­zio, totale risul­tato di gva­da­gno per moi­she e samuel fa di novan­ta­mi­la­dolla. Più migliore affare e moi­she e samuel mol­tis­simo di più kontenti.

Ecco que­sto è come fun­ziona il leve­rage. E le ban­che ci fanno una valanga di soldi, in que­sto modo: le ban­che sono moi­she e samuel e il banko è la banca cen­trale. Que­sto per­ché le ban­che pos­sono acce­dere al cre­dito della banca cen­trale. E fanno gran­diosi affari.

Ora gli inve­sti­tori, che hanno gua­da­gnato fino a ieri, vedono quel che fanno le ban­che e pro­vano a vedere se rie­scono a entrarci in qual­che modo. Ovvia­mente, devono tro­vare un modo che fac­cia gua­da­gnare tutti, non pos­sono bat­tere le ban­che. E se non puoi bat­terli, uni­sciti a loro. Ecco che con le ban­che ela­bo­rano un piano. Intanto pen­sano: gli inve­sti­tori, che sono assi­cu­ra­zioni, fondi pen­sio­ni­stici, robe da vec­chiette, cer­cano inve­sti­menti van­tag­giosi, sì, ma soprat­tutto sicuri. E qual’è l’investimento sicuro per anto­no­ma­sia? Par­late con la per­sona più timo­rata dall’investimento del mondo, il cin­quan­tenne pic­co­lo­bor­ghese. Qual’è l’investimento che farebbe? Le ban­che e gli inve­sti­tori ascol­tano le vec­chiette in auto­bus: ah no cara lei, guardi, quell’eredità dello zio gino, sa, si com­pri un appar­ta­mento, che è l’investimento migliore. Ah sisì mia cara, come il mat­tone non ce n’è.

E nella testa degli inve­sti­tori e delle ban­che si fa largo un’idea. Che non è com­prare appartamenti.

Già, per­ché com­prare appar­ta­menti è un culo. Se avete, met­tiamo, dieci miliardi di euro da inve­stire, anche se vi occu­pate solo di appar­ta­menti di un certo livello, a cin­que­cen­to­mila euro ad appar­ta­mento dovete com­prarvi ven­ti­mila appar­ta­menti, che vuol dire un certo qual numero di assem­blee di con­do­mi­nio. No no, troppo casino. L’idea migliore è pen­sare cos’è che asso­mi­glia ad un appar­ta­mento ma senza lavori né assem­blee di con­do­mi­nio, dal punto di vista di una banca o di un inve­sti­tore? Ebbene sì: i mutui. Pro­prio loro. Ok: vediam che combinano.

In pra­tica, le ban­che hanno que­sta bril­lante idea: ven­dere i mutui. Fun­ziona così. Una fami­glia vuole com­prare una casa. Ha un po’ di grano da parte e un altro po’ lo chiede a pre­stito. Va in banca e chiede un mutuo. Il mutuo gli viene con­cesso dalla banca. Que­sta cosa del mutuo, di base, è van­tag­giosa per tutti. La banca prende l’interesse, ma la fami­glia ha la riva­lu­ta­zione della casa, l’investimento nel mat­tone. In pra­tica, il valore delle case è sem­pre cre­sciuto. Quindi io com­pro una casa oggi a cento. Alla fine del mutuo l’avrò pagata cen­to­dieci ma alla fine del mutuo varrà cen­to­cin­quanta. In più ci posso vivere den­tro. Ora la parte nuova.

La parte nuova è la seguente: gli inve­sti­tori chia­mano la banca e le dicono, cara banca. Ven­dimi il mutuo dei signori rossi. E la banca dice beh insomma io ci gua­da­gnavo. E l’investitore dice beh ma io te la pago bene. Banca, tu pre­sti cento e dopo vent’anni gua­da­gni cen­to­dieci. Io ti com­pro tutta la baracca oggi e subito a cen­tootto. Tu pra­ti­ca­mente non ci rimetti niente ma in cam­bio io mi accollo tutto il rischio dei pros­simi vent’anni. E la banca ovvia­mente accetta. Per­ché la banca fa pra­ti­ca­mente soldi gra­tis. E l’investitore cosa ci gua­da­gna, un sacco di rischio e pochi soldi? Beh sì, ma c’è il trucco, l’asso nella manica, che è il leve­rage. Sì, per­ché l’investitore fa lo stesso mestiere di moi­she e samuel, si fa pre­stare miliardi di dol­lari e com­pra decine di migliaia di mutui. E ogni mese entrano in cassa dell’investitore sol­dini. Un sacco di sol­dini. Evviva. Tutti sono con­tenti: chi ha fatto il mutuo ha una casa che aumenta di valore. La banca fa soldi gra­tis. L’investitore fa un sacco di soldi col leve­rage dei mutui.

Spetta un attimo. E il rischio? Gli inve­sti­tori non amano il rischio, e quindi non fa per loro tenersi tutto il rischio che tol­gono alle ban­che. Ecco. E così pen­sano ad un ulte­riore pas­setto: far pren­dere il rischio a chi il rischio è dispo­sto a pren­der­selo. Così fanno una cosa che si chiama cidiò. Il cidiò è una cosa così: tu vieni da me che sono l’investitore. Mi dai dei soldi. Io quei soldi ti dico: quanto ci vuoi indie­tro? Il dieci per­cento, il sette per­cento o il quat­tro per­cento? Io prendo a pre­stito i tuoi soldi per fare leve­rage. Ci com­pro i mutui. Poi resti­tui­sco i soldi. Prima a quelli che han detto che vogliono poco rischio e poco gua­da­gno. Al quat­tro per­cento. Poi quelli che avan­zano li do al sette per­cento a quelli che hanno detto il sette. E poi alla fine al dieci per­cento a tutti gli altri. In que­sto modo io i soldi li prendo subito, a rischio zero. In cam­bio pago il rischio a chi inve­ste a rischio alto. Sì, per­ché in pra­tica, quelli al dieci per­cento, se i soldi non arri­vano, di soldi non ne vedono.

E così sono ancora tutti con­tenti, chi com­pra la casa che ha fatto un buon inve­sti­mento; la banca, che vende a caro prezzo i mutui; gli inve­sti­tori a basso rischio che gua­da­gnano tanto sul leve­rage; gli inve­sti­tori ad alto rischio che hanno alti gua­da­gni se rischiano molto.

E tutti vis­sero felici e contenti.

Atten­zione però, per­ché ora c’è l’inghippo.

Gli è infatti che gli inve­sti­tori tirano troppo la corda.

Ora, state attenti, per­ché non è che l’investitore, o la banca, o il com­pra­tore di casa, o l’investitore ad alto rischio, o nes­sun altro siano il male, il male­fico tycoon che bua­haha vuole com­prarsi tutta gotham e com­mette hybris. No. Tirano troppo la corda per un sem­plice motivo: che è la cosa più con­ve­niente per loro da fare. Per capirla pro­prio bene, que­sta cosa, ci vor­rebbe la teo­ria dei giuo­chi che vediamo in una futura pros­sima divul­ga­zia. Ma di base il con­cetto è: io inve­sti­tore, o banca, o com­pra­tore di casa, o inve­sti­tore ad alto rischio, cosa mi con­viene fare? E la rispo­sta è sem­pre quella: tirare un pochino di più la corda, per­ché tanto il rischio di andarci sotto lo passo al pros­simo passo della catena. E quindi suc­cede questo.

Suc­cede che a un certo punto l’investitore è così con­tento del suo leve­rage ado­rato, della pre­ci­sione oro­lo­gio­sviz­ze­re­scha del suo cidiò, che dice alla banca: banca, altri mutui, please. E la banca dice boh, ma io mica ce l’ho della gente a cui fare i mutui. Tutti quelli che ci stanno den­tro già ce l’hanno un mutuo. Ma la banca ci pensa un po’ e dice: mmmm ci avrei un’idea, caro il mio inve­sti­tore, ma se io dessi un mutuo a mister pink, cas­sin­te­grato gio­ca­tore com­pul­sivo alco­li­sta, tu te lo com­pri uguale? L’investitore ci pensa, poi pensa al suo leve­rage e gli piange il cuore a pian­tarla lì, poi pensa al cidiò e si dice, beh chis­se­ne­frega, cazzi degli inve­sti­tori ad alto rischio: vorrà dire che se mister pink non paga, gli pigno­riamo la casa, la met­tiamo all’asta e a posto così. E dice, inve­sti­tori ad alto rischio, ve ne state di que­sto rischio? E l’investitore ad alto rischio dice beh sti­cazzi. E l’investitore replica, ma se invece del dieci ti do il dodici? Ah fra­tello ma potevi dirlo subito! Lo sai che è un pia­cere fare affari con te, dice l’altorischiante. E così è. La banca dice bella lì, mister pink, ti puoi com­prare la tua casa con sala poker al primo piano. Certo è che sic­come non sei pro­prio un stinco ‘e santo, diciamo che invece dell’interesse nor­male mi devi un pochino di più. Mister pink ci pensa e poi dice boh sti­cazzi, d’accordo. Tanto sicuro che vinco ai cavalli e pago tutto e subito.

E così, migliaia di mister pink si fanno un mutuo, che non è pro­prio di prima cate­go­ria, è un po’ sotto. Come dire, sub­prima, o sub­prime per scial­lar­sela da stra­nieri. Migliaia di mister pink pagano a stento la loro rata, ogni tanto qual­cuno sbanca, gli ven­dono la casa e si rifanno dei sac­chi. Ma poi, come al solito, arri­vano gli arabi.

Gli arabi sono quel popolo che ci ha il petro­lio. Sto­ri­ca­mente, il petro­lio viene trat­tato in dol­lari. L’unità di misura del prezzo del petro­lio è il dol­laro al barile. Ma a un certo punto l’euro è diven­tato un pelo più forte del dollaro.

Breve inciso, per chi so io che non ha chiaro che vuol dire moneta forte: vuol dire que­sto. Io prendo di sti­pen­dio mille euro al mese, poniamo. Poniamo che il pane costi dieci euro al chilo. Sì, lo so, è solo un esem­pio, per fare venire i conti. Vuol dire che con lo sti­pen­dio di un mese com­pro cento chili di pane. Ora fac­ciamo finta che io mi tra­sfe­ri­sca a San Diego. Che figata. Vabbè, insomma. Poniamo che, tra­dotto in euro, il pane costi cin­que euri il chilo. Allora, col mio sti­pen­dio di mille euri il chilo, ce ne com­pro due­cento, di chili di pane. E quindi sono più ricco. Per­ché la mia moneta è più forte dell’altra. Si intende, che un ame­ri­cano del nostro esem­pio, gua­da­gni l’equivalente di cin­que­cento euri al mese, come a dire, cento chili di pane al mese. Que­sto per dare l’idea, ma magari poi un’altra volta ci torniamo.

Ora, dice­vamo, gli arabi. L’euro diventa più forte del dol­laro e gli arabi, che non sono mica scemi, dicono ah beh, noi vogliamo essere pagati in euro. Sic­come non è che si possa pro­prio uscir­sene con eilà cam­biamo tutto a livello mon­diale, gli ame­ri­cani non sareb­bero mica con­tenti di que­sta cosa e nes­suno vuol fare arrab­biare gli ame­ri­cani, allora hanno que­sta bella pen­sata: il mer­cato fun­ziona a domanda e offerta. Noi ridu­ciamo l’offerta quel tanto che basta a tenere il prezzo, in dol­lari al barile, come se fosse in euro al barile. E il petro­lio sba­rella, ve lo ricor­date a cen­to­qua­ranta dol­lari al barile? Ora, non è che sia solo per quello che ha fatto tutto sto casino, il petro­lio: gli è che se so che l’offerta cala e la domanda è sem­pre quella (o addi­rit­tura è in cre­scita, il petro­lio serve a qua­lun­que pro­cesso pro­dut­tivo, di tra­sporto, ener­ge­tico, e quant’altro) il prezzo aumen­terà, e quindi mi con­viene, a me inve­sti­tore (ei, di nuovo gli inve­sti­tori) com­prarne un bel po’ e tener­melo da parte, per riven­derlo quando il prezzo aumen­terà. Ma se lo metto da parte, l’offerta scende ancora, la domanda sale per­ché tutti vogliono petro­lio e il prezzo schizza.

Ora fate finta di essere una grande azienda che pro­duce un bene pri­ma­rio. Chessò, cel­lu­lari, auto­mo­bili, meren­dine, quello che vi pare. Per pro­durre, impac­chet­tare, distri­buire, pro­muo­vere, ven­dere il vostro pro­dotto, ci avete biso­gno del petro­lio. E quindi lo com­prate a caro prezzo: per voi non è un inve­sti­mento, è una necessità.

Ora, fac­ciamo finta che il vostro pro­dotto costasse cento. Che il petro­lio entrasse nel prezzo finale per il venti per­cento, e che il prezzo del petro­lio sia rad­dop­piato. Vuol dire che il nuovo costo delle meren­dine vostre ora è cen­to­venti. Fac­ciamo sem­pre finta che le meren­dine costas­sero al pub­blico cen­to­cin­quanta, con un gua­da­gno di cin­quanta per meren­dina da parte vostra. Sic­come non è che siete la cari­tas, fin­ché ve le com­prano, voi le ven­dete a cin­quanta più del costo. Sic­come abbiamo detto che par­liamo di beni con­si­de­rati «neces­sari» (che lo siano o meno per dav­vero è irri­le­vante, fin­ché sono per­ce­piti tali) la gente li com­prerà. Lo sti­pen­dio di mister pink è sem­pre uguale, ma il prezzo delle meren­dine di mister pink è aumen­tato. Risul­tato, mister pink è meno ricco. O per meglio dire, più povero. Ad un certo punto, basterà un impre­vi­sto minimo per­ché non rie­sca più a pagare il mutuo. Non c’è pro­blema, dice la banca. Met­tiamo la casa all’asta, la ven­diamo e vualà, rifac­ciamo i soldi. Bello, fin­ché mister pink è da solo. Sup­po­niamo invece che in que­sta situa­zione ini­zino ad essere decine, cen­ti­naia, migliaia di mister pink. Che succede?

Suc­cede la vec­chia regola di domanda ed offerta: ci sono più case in ven­dita di acqui­renti dispo­ni­bili. E quindi il prezzo delle case crolla. Ora. Vi ricor­date i mutui di prima? Un mutuo da cento, l’investitore lo paga cen­tootto alla banca e incassa cen­to­dieci. Poi fa il cidiò. Bene. Ora l’investitore ha pagato cen­tootto, non incassa una fava e deve met­tere all’asta una casa che rie­sce a ven­dere a cin­quanta. Per for­tuna che ha fatto il cidiò, quelli ad alto rischio la pren­dono nel culo, ma insomma, l’alto rischio se l’eran scelto. Forse siamo salvi.

Sì, ma l’economia è infame: biso­gna sem­pre guar­darsi intorno. Gli è che suc­cede que­sta cosa. Mister white, che ancora rie­sce a pagare si trova a pagare cen­to­dieci per una casa che vale cin­quanta. E allora dice, ma che pago a fare? Tene­te­vela la casa, a me non mi con­viene più tener­mela. E smette di pagare.

Ora l’investitore è nei casini, per­ché anche quelli che pote­vano pagare non pagano più, e quindi aumen­tano le case all’asta e aumenta l’offerta. E quindi i prezzi dimi­nui­scono, e più gente smette di pagare per­ché non gli con­viene più, che fa aumen­tare le case all’asta, e via così. Il cidiò smette di fun­zio­nare: non ci sono i soldi nean­che per pagare quelli al quat­tro per­cento, gli inve­sti­menti sicuri. E quindi nes­suno di quelli che com­pra­vano i cidiò ne com­prano più, per l’ottima ragione che gli inve­sti­tori ad alto rischio, anche se rischiano, non sono mica scemi. E non sgan­ciano più un soldo.  L’investitore va in ansia, per­ché ha preso in pre­stito miliardi di dol­lari per fare il leve­rage, e ora li deve resti­tuire, ma nes­suno lo paga più per il suo cidiò. E gli inve­sti­tori ad alto, medio e basso rischio che com­pra­vano i cidiò? Beh quelli non com­prano più adesso, ma hanno già com­prato prima, e ora hanno dei sim­pa­tici con­tratti di inve­sti­mento che non pro­du­cono più sol­dini. La banca tele­fona all’investitore e gli dice, vec­chio mio, ho tanti bei nuovi mutui per te, ma l’investitore non è stu­pido nean­che lui e gli dice fuma­teli nella pipa i mutui. E tutto si ferma.

Tutti ini­ziano a dichia­rare ban­ca­rotta. E fin lì uno dice: ma a me che me ne frega? Io ci com­pro il latte, collo sti­pen­dio, mica i cidiò.

Gli è però che il ciclo finora è solo a metà. La pros­sima pun­tata, invece, par­liamo di sti­pendi, di con­sumi, di defla­zione, di decre­scita e di tutta quell’altra metà della crisi, quella per cui anche se «La Vostra Crisi Non La Paghiamo», in realtà la paghiamo tutti uguale.

 
  • wow! fichis­simo! ma quando arriva la seconda pun­tata??? eh? eh? quando?

  • occhè, fin qui arrva forte e chiaro, que­sta divul­ga­zia, e ci piace di molto. anche se domani la metà me la sono dimen­ti­cata, e ti tocca rispie­gar­mela :-) Ma qve­sto pro­blema mio.

  • Eh adesso appena rie­sco la seconda pun­tata la fac­cio eh! Tenete duro… Il fatto è che l’economia devo arro­to­lare il cer­vello per capirla, ché non è esat­ta­mente il mio argo­mento. E allora ci vuole tempo :)

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