Cum Grano Salis: il blog di paolino — economia, politica e tutto il resto…

Interludio rivoluzionario

[…] avan­zano verso le schiere dei sol­dati, si aggrap­pano ai fucili, sup­pli­cano e quasi ordi­nano:
«Togliete le baio­nette! Uni­tevi a noi!». I sol­dati si com­muo­vono, pro­vano un senso di ver­go­gna, si scam­biano occhiate ansiose, esi­tano ancora: alla fine, uno si decide prima degli altri e le baio­nette si alzano con moto di rav­ve­di­mento sopra le spalle della folla che preme, lo sbar­ra­mento si apre, l’aria risuona di evviva gio­iosi e rico­no­scenti, i sol­dati sono cir­con­dati, da tutte le parti si accen­dono discus­sioni, si odono rim­pro­veri, appelli: la rivo­lu­zione ha fatto un altro passo avanti (…).

Un sol­le­va­mento rivo­lu­zio­na­rio, che si pro­lunga per molti giorni, può avere uno sbocco vit­to­rioso solo se, pas­sando da una fase all’altra, regi­stra sem­pre nuovi suc­cessi. Un arre­sto nell’andamento favo­re­vole degli avve­ni­menti è peri­co­loso; segnare il passo signi­fica per­dere. Per di più, i suc­cessi non sono di per se stessi suf­fi­cienti: biso­gna che la massa ne sia infor­mata tem­pe­sti­va­mente e sap­pia valu­tarli. Ci si può lasciar sfug­gire una vit­to­ria quando baste­rebbe allun­gare la mano per affer­rarla. Ciò è acca­duto nella storia.

I primi tre giorni erano stati carat­te­riz­zati da un’ascesa e da una acu­tiz­za­zione costante della lotta. Ma appunto per que­sto il movi­mento era giunto a un livello in cui suc­cessi signi­fi­ca­tivi erano insufficienti.

(…) Nella notte tra il 25 e il 26, in vari quar­tieri, furono arre­stati un cen­ti­naio di mili­tanti rivoluzionari.»

Lev Tro­tski, Sto­ria della Rivo­lu­zione Russa.

 
  • ok, capi­sco i commenti-tg di ieri :)

  • ah ecco per tutti noian­tri, o per il tonno sot­to­scritto, è nostra­da­mus, invece :P

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