Piccola Provocazione Scientista
«I poeti dicono che la scienza rovina la bellezza delle stelle, riducendole solo ad ammassi di atomi di gas. Solo? Anch’io mi commuovo a vedere le stelle di notte nel deserto. Ma vedo meno o vedo di più? La vastità dei cieli sfida la mia immaginazione; attaccato a questa piccola giostra il mio occhio riesce a cogliere luce vecchia di un milione di anni. Vedo un grande schema di cui sono parte, e forse la mia sostanza è stata eruttata da qualche stella dimenticata, come una, ora sta esplodendo lassù. Oppure vederle con il grande occhio di Palomar correre via l’una dall’altra, allontanandosi da uno stesso punto in cui erano forse riunite tutte insieme. Qual’è lo schema, quale il suo significato, il perché? Saperne qualcosa non distrugge il mistero, perché la realtà è più meravigliosa di quanto potesse immaginare alcun artista del passato!
Perché i poeti di oggi non ne parlano?
Che uomini sono mai i poeti, che riescono a parlare di Giove pensandolo simile a un uomo, ma se è un’immensa sfera di metano e ammoniaca ammutoliscono?»
Richard P. Feynman.

lastreganocciola
21 apr, 2007
spiace dar torto a Feynman che comunque dice una bella cosa, ma p. es. Vonnegut l’ha fatto, a suo modo. e l’hanno subito ficcato fra gli scrittori di fantascienza
e.talpa
23 apr, 2007
Spiace un po’ meno dar torto alla stregaNocciola, ma dal basso della mia ignoranza su Vonnegut, non posso far a meno di accorrere in virtù del patto scientista in aiuto ad un confratello: Calvino l’ha fatto, e non l’hanno messo tra gli scrittori di fantascienza.