Cum Grano Salis: il blog di paolino — economia, politica e tutto il resto…

il ritorno, l’assenza e settimo cielo

Ecco. Sono dot­tore da una set­ti­mana. Sono tor­nato da roma da dodici ore. E ho il por­ta­tile in assi­stenza. Quindi non scrivo molto. Per­ché la tastiera del mac da dipen­denza fisica, e quindi non mi ci trovo gran­ché a scri­vere da que­sto com­piu­ter qui. Spero, pro­metto e iuro che reg­gerò l’infinito futuro e che recu­pe­rerò tutto tut­tis­simo il tempo per­duto, anche per­ché a sto punto di cose da scri­vere ne ho un bel po’.

Per l’intanto, aspet­tando futu­rama, becco seventh hea­ven, vi ricor­date? già lo recen­sii. Ecco. In finale, quindi non so bene la sto­ria. Però scena: musica di pia­no­forte minore arpeg­giata, e papa­ri­no­prete che tutto dispe­rato dice– va tutto male. meri (la figlia l’unica che un po’ ci sta den­tro) ci ha (ARGH!) men­tito. Non cre­devo che un figlio potesse arri­vare a tanto. E poi giù con gli atroci cri­mini final­mente venuti a galla: non ha rispet­tato uno stop! (GIURO!) e il suo capo l’ha sga­mata a bere le birre senza pagarle (faceva la bari­sta) e allora l’ha licen­ziata. E quindi deve ven­dere la mac­china, adesso. Argh Argh! che tra­ge­dia! Secondo me la impic­chiamo tipo sad­dam, per­ché quel che è giu­sto è giusto.

 
  • Be’, se vende la mac­china non ha più una mac­china con cui bru­ciare gli stop. E siamo a posto.

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