il ritorno, l’assenza e settimo cielo
Ecco. Sono dottore da una settimana. Sono tornato da roma da dodici ore. E ho il portatile in assistenza. Quindi non scrivo molto. Perché la tastiera del mac da dipendenza fisica, e quindi non mi ci trovo granché a scrivere da questo compiuter qui. Spero, prometto e iuro che reggerò l’infinito futuro e che recupererò tutto tuttissimo il tempo perduto, anche perché a sto punto di cose da scrivere ne ho un bel po’.
Per l’intanto, aspettando futurama, becco seventh heaven, vi ricordate? già lo recensii. Ecco. In finale, quindi non so bene la storia. Però scena: musica di pianoforte minore arpeggiata, e paparinoprete che tutto disperato dice– va tutto male. meri (la figlia l’unica che un po’ ci sta dentro) ci ha (ARGH!) mentito. Non credevo che un figlio potesse arrivare a tanto. E poi giù con gli atroci crimini finalmente venuti a galla: non ha rispettato uno stop! (GIURO!) e il suo capo l’ha sgamata a bere le birre senza pagarle (faceva la barista) e allora l’ha licenziata. E quindi deve vendere la macchina, adesso. Argh Argh! che tragedia! Secondo me la impicchiamo tipo saddam, perché quel che è giusto è giusto.

Gg
5 feb, 2007
Be’, se vende la macchina non ha più una macchina con cui bruciare gli stop. E siamo a posto.