In questi giorni qui di silenzio virtuale…
Ho camminato chilometri da solo, solo perché non avevo voglia di autobus. Ho visto bambini ridere e stupirsi e sentito professori lamentarsi che dissacravo la fisica dei neutrini. Ho annusato azoto liquido, odore di bimbo, profumo di caffè e di legno. Ho conosciuto persone così belle che non ci credo. Ho conosciuto persone così brutte che ci credo eccome. Ho abbracciato di nuovo chi non abbracciavo da troppo tempo, ho abbracciato per la prima volta chi avrei voluto abbracciare per molto più tempo. Ho scritto cose che voi umani non potete immaginare, incontrato la regina della luna, rivalutato il mio giudizio su certe persone, riportato indietro il mio giudizio su queste persone. Ho visto un’alba e una dozzina di tramonti, guardato la seconda stella della sera e i mari di una luna crescente per sbaglio. Ho pianto di nascosto perché mi andava senza un motivo. Ho cantato a squarciagola di notte camminando per tornare a casa. Non mi ha sentito nessuno. Ho letto poesie bellissime, ho sperato e son rimasto deluso. Non speravo e mi hanno colto di sorpresa. Mi hanno detto cose meravigliose, ho visto scene che mi han fatto star male. Mi hanno insultato e applaudito. Ho volato ed ero fermo, se fermo si può dire in questo vorticoso sistema di riferimento in cui vivo. Ho vissuto in un giardino di futuri sospesi e non ho concluso nessun irrisolto. Ho toccato un gas ed era liquido e freddo. Ci ho giocato e ridevo di fuori per convenienza di situazione. Ci ho giocato e in realtà ridevo per davvero solo dentro di me. Ho mangiato lontano diecimila chilometri e ho suonato accordi che urlavano per uscire. Ho fatto del mio meglio e non è stato abbastanza. Ho capito cose futili e tralasciato cose importanti. Ho chiesto aiuto a tutti e l’ho avuto dai soliti che mi aiutano. Ho nuovi amici e nuovi nemici. Ho guardato in fondo a occhi scuri e dove mi aspettavo un sorriso ho visto lacrime. Che mi hanno spezzato il cuore. Due volte. Una volta per occhio.
E poi uno si chiede perché non trovavo il tempo di scrivere.

Anonymous
8 nov, 2006
questo post è magnifico.
malinconico forse… ma molto suggestivo.
passando oltre ai commenti stilistici..
beh quello che ti potevo dire te lho detto, ribadisco solo l’abbraccio…
N.
lanessie
9 nov, 2006
Io credo che siamo una comunity schizofrenica. che sempre succede che a turno ci abbiamo bisogno degli abbracci e dei sostegni e di far leggere a tutti una lettera che non spediremo. O che ci sediamo su un muretto mentre tutti gli altri ballano. O che scappiamo a piangere sul molo la sera prima del compleanno. Però non lo facciamo mai tutti insieme, che saremmo fottuti. Uno per volta, sempre, così siamo sicuri che gli altri trovano il tempo per dirci che ci vogliono bene.
Gg
9 nov, 2006
Ma a me mica era sembrato così depresso come dicono tutti, questo post qua. Mi era sembrato un post pensante e pensoso, più che altro..e bello, eh.
paolino
9 nov, 2006
Ma infatti non era depressoide era positivo, pensante e pensoso, ma lo capisce solo la mia gabbiana sorella
valentina
21 nov, 2006
…semplicemente ..un gran bel post.
e non è mica poco!
Anonymous
21 nov, 2006
…semplicemente… un gran bel post.
e non è mica poco!