Cum Grano Salis: il blog di paolino — economia, politica e tutto il resto…

In questi giorni qui di silenzio virtuale…

Ho cam­mi­nato chi­lo­me­tri da solo, solo per­ché non avevo voglia di auto­bus. Ho visto bam­bini ridere e stu­pirsi e sen­tito pro­fes­sori lamen­tarsi che dis­sa­cravo la fisica dei neu­trini. Ho annu­sato azoto liquido, odore di bimbo, pro­fumo di caffè e di legno. Ho cono­sciuto per­sone così belle che non ci credo. Ho cono­sciuto per­sone così brutte che ci credo eccome. Ho abbrac­ciato di nuovo chi non abbrac­ciavo da troppo tempo, ho abbrac­ciato per la prima volta chi avrei voluto abbrac­ciare per molto più tempo. Ho scritto cose che voi umani non potete imma­gi­nare, incon­trato la regina della luna, riva­lu­tato il mio giu­di­zio su certe per­sone, ripor­tato indie­tro il mio giu­di­zio su que­ste per­sone. Ho visto un’alba e una doz­zina di tra­monti, guar­dato la seconda stella della sera e i mari di una luna cre­scente per sba­glio. Ho pianto di nasco­sto per­ché mi andava senza un motivo. Ho can­tato a squar­cia­gola di notte cam­mi­nando per tor­nare a casa. Non mi ha sen­tito nes­suno. Ho letto poe­sie bel­lis­sime, ho spe­rato e son rima­sto deluso. Non spe­ravo e mi hanno colto di sor­presa. Mi hanno detto cose mera­vi­gliose, ho visto scene che mi han fatto star male. Mi hanno insul­tato e applau­dito. Ho volato ed ero fermo, se fermo si può dire in que­sto vor­ti­coso sistema di rife­ri­mento in cui vivo. Ho vis­suto in un giar­dino di futuri sospesi e non ho con­cluso nes­sun irri­solto. Ho toc­cato un gas ed era liquido e freddo. Ci ho gio­cato e ridevo di fuori per con­ve­nienza di situa­zione. Ci ho gio­cato e in realtà ridevo per dav­vero solo den­tro di me. Ho man­giato lon­tano die­ci­mila chi­lo­me­tri e ho suo­nato accordi che urla­vano per uscire. Ho fatto del mio meglio e non è stato abba­stanza. Ho capito cose futili e tra­la­sciato cose impor­tanti. Ho chie­sto aiuto a tutti e l’ho avuto dai soliti che mi aiu­tano. Ho nuovi amici e nuovi nemici. Ho guar­dato in fondo a occhi scuri e dove mi aspet­tavo un sor­riso ho visto lacrime. Che mi hanno spez­zato il cuore. Due volte. Una volta per occhio.

E poi uno si chiede per­ché non tro­vavo il tempo di scrivere.

 
  • que­sto post è magni­fico.
    malin­co­nico forse… ma molto sug­ge­stivo.
    pas­sando oltre ai com­menti sti­li­stici.. :P
    beh quello che ti potevo dire te lho detto, riba­di­sco solo l’abbraccio…
    N.

  • Io credo che siamo una comu­nity schi­zo­fre­nica. che sem­pre suc­cede che a turno ci abbiamo biso­gno degli abbracci e dei soste­gni e di far leg­gere a tutti una let­tera che non spe­di­remo. O che ci sediamo su un muretto men­tre tutti gli altri bal­lano. O che scap­piamo a pian­gere sul molo la sera prima del com­pleanno. Però non lo fac­ciamo mai tutti insieme, che saremmo fot­tuti. Uno per volta, sem­pre, così siamo sicuri che gli altri tro­vano il tempo per dirci che ci vogliono bene.

  • Ma a me mica era sem­brato così depresso come dicono tutti, que­sto post qua. Mi era sem­brato un post pen­sante e pen­soso, più che altro..e bello, eh.

  • Ma infatti non era depres­soide era posi­tivo, pen­sante e pen­soso, ma lo capi­sce solo la mia gab­biana sorella :)

  • …sem­pli­ce­mente ..un gran bel post.
    e non è mica poco! :)

  • …sem­pli­ce­mente… un gran bel post.
    e non è mica poco! :)

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