Cum Grano Salis: il blog di paolino — economia, politica e tutto il resto…

Metti olio nei stantuffi

Io dico che lo so, cosa canta il sol­dato sol­da­tino don­do­lando don­do­lando gli scar­poni. Oggi almeno, lo so. Cielo gri­gio, car­rozza sco­perta e fumo nero di mac­china al vapore, vapore denso di schiuma di stan­tuffo. Cavalli 8 — Uomini 40, tra­dotta. Che sei sull’ultima car­rozza in fondo, i piedi che cion­do­lano a due palmi dalle tra­ver­sine. Tutum tutum. Tutum tutum. Come il castello di poppa di barca a vela, piedi fuori e sette nodi. Che guardi indie­tro e c’e’ quella scia lumi­nosa e bianca di schiuma di stan­tuffo, cap­puc­cino salato di mare e del­fini. E invece sulla tra­dotta e’ due righe lucide di acciaio ses­santa. Tutum tutum. Tutum tutum. Dritte, cur­vano all’infinito verso il cen­tro della terra, verso la casa ses­santa miglia di la delle colonne d’ercole dell’orizzonte. Le tra­ver­sine lo vedi che sono tra­ver­sine solo se guardi un po’ in la, senno’ ti sem­brano una spe­cie di pasta veloce, schiuma di legno e bitume. Tutum tutum.

Cosa canta il sol­dato sol­da­tino, anfibi di cuoio e giac­chetta di panno e casco di ferro e moschetto novan­tuno tren­totto. Tutum tutum tutum tutum.

Non canta, il sol­dato sol­da­tino. Pensa che sta andando e non sa se torna, pensa e mica e’ tri­ste, adre­na­lina e vapore. E’ li’ che ha deciso, che e’ la prima cosa che crede di aver deciso da solo, di star sulla tra­dotta che parte da torino, ver­nice bianca, cavalli otto uomini qua­ranta. Anche se hanno deciso altri per lui, chiaro. Ma tanto lui crede a se stesso, si fida che ha deciso lui, anche se non lo sa nes­suno che ha deciso lui. Tutum Tutum, tutum tutum.

Carica il moschetto e poi lo sca­rica di nuovo e guarda la schiuma di legno e la scia di acciaio che lo tira di qua delle colonne d’ercole su que­sta barca pic­ciola al cam­mino. E va nel nuovo, nel rischioso. E non gli piace la guerra, ma tutum tutum, tutum tutum, vuol sen­tirsi vivo, adesso.

Ecco, io oggi lo so cosa canta il sol­dato sol­da­tino don­do­lando don­do­lando gli scar­poni; seduto con le gambe cion­do­loni sulla tra­dotta che parte da torino.

Sol­da­tino: canta, canta. Cavalli otto. Uomini quaranta.

 
  • cos’hai deciso, sol­dato pao­lino? che qui nes­suno c’ha voglia di vederti pren­dere la tra­dotta… ma se è una tra­dotta meta­fo­rica bene, benis­simo anzi. e, ragazzo mio, sai pro­prio scri­vere se vuoi.

  • la meta­fora tra­dotta e’ ben certo meta­fo­rica, cara la mia strega. E il sol­da­tino pao­lino ha cari­cato, col­pin­canna pun­tare mirare fuoco. Ora veder se in que­sta sta­lin­grado di mare il crucco inva­sore l’abbiam fred­dato :)

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