Andrea
Perché a me mi hanno sempre insegnato che a me mi si può anche dire se è rafforzativo, a poi che per fare qualcosa bisogna innanzi tutto averci un nome.
E io un nome mica ce lo avevo, e non mi veniva in mente niente. No, perché mica è facile, trovare come si chiama qualcuno, se non lo sai già. E allora, alla fine l’ho battezzato ma senz’acqua, ché a il mio computer ci fa male, l’acqua, e anche i battesimi credo. Non parla granché di religione, il mio computer. Deve essere che l’ho educato a modo, che ci ho insegnato bene le cose che deve fare e le cose che no.
E poi ho battezzato anche il blog, che mi serviva un nomino da darci, al blog. Epperò io ci avrei dato un nome di femmina, ché vado molto più d’accordo con le donne che con gli uomini, a meno che non mi ci voglia fidanzare, ma col blog non mi ci voglio fidanzare.
Però una blog suonava proprio brutto, proprio antiaccademico nel senso che antiaccademico della crusca.
Io li odio quelli che sbagliano l’italiano e non lo stanno facendo apposta per ischerzo. E allora trova un po’ un nome che vadi bene, che non sia di donna per motivi di sintassi e che non sia di uomo per motivi che poi ci devo andare daccordo, col blog…
Però è che in italiano non ci sono mica dei nomi che non son maschili e nemmeno femminili. Allora l’unica alternativa era di trovare un nome che andasse bene sia maschio che femmina.
E quindi Andrea. Colla A maiuscola perché non siamo ancora in confidenza per darci un minuscolo iniziale, poi magari mi si offende.
Sì, perchè a parte che Andrea è maschile solo da qui da noi, sennò diventa poco poco Andreas. Eppoi io alle elementari ce la avevo, una compagna di classe che si chiamava Andrea. Una compagna donna. Beh oddio, donna no. Donna lo sarà magari diventata, non la vedo dall’ottantotto. O forse l’ho vista e non lo sapevo.
Vabbè comunque. Andrea.
Così è, se vi piace.. Che tanto neanche i figli si lamentano forte del nome che gli tocca, figurarsi un blog.
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